5 motivi per cui pensare troppo sfavorisce la prestazione




5 motivi per cui pensare troppo sfavorisce la prestazione


Se anche tu sei un "Super Pensatore", è probabile che questo post ti sarà di particolare aiuto nell'analizzare i motivi per i quali questa tua caratteristica può essere controproducente.

La prestazione (sportiva, lavorativa, o relativa alle "cose di tutti i giorni") è infatti la risultante del livello qualitativo e dell'efficienza di un insieme di attività messe in atto per raggiungere un obiettivo.

Uno dei principi che la caratterizzano è dato dalla presenza di un buon problem solving, ovvero la capacità di fronteggiare eventuali ostacoli e difficoltà che rallentano i propositi che ci siamo prefissati.

Pensare troppo (termine comune che viene spesso utilizzato per indicare il processo della ruminazione, ovvero quell'insieme di pensieri ricorrenti che emergono senza che la situazione immediata lo richieda - Nolen-Hoekesema,1996- ), può essere considerato come un tentativo di risolvere dei problemi che si rende tuttavia particolarmente disfunzionale quando una persona incontra le prime difficoltà durante il cammino.

Essa, infatti, ostacola la possibilità di innescare il pensiero razionale e riflessivo, essendo fortemente connessa con un'affettività negativa.

In particolare sono 5 le conseguenze negative prodotte dal "pensare troppo":

  1. L'aumento di umore negativo
  2. L'attivazione di informazioni negative in memoria (concentrare l'attenzione sugli aspetti negativi)
  3. La diminuzione della prestazione (diminuisce la qualità dell'azione)
  4. Il deterioramento della capacità di risolvere problemi in modo efficiente
  5. L'incremento della tendenza a rinunciare


"Ok, ma in che modo posso interrompere il circuito del pensiero ruminante?" 



Vari studi hanno dimostrato che la ruminazione può essere fronteggiata adeguatamente con alcune strategie pratiche in grado di interrompere il circuito, riportando l'attenzione della persona sull'esecuzione dell'azione. 

In particolare:


Tecnica distrattiva Allenarsi mentalmente a spostare l'attenzione su fattori diversi da quelli associati al pensiero ricorrente
Stimolazione del pensiero positivo Analisi del pensiero negativo che induce disforia e uso di tecniche orientate ad un diverso modo di esprimere un concetto in forma più efficace e di sostegno alla persona
Attivazione di stati mentali positivi La persona viene sostenuta nella capacità di rivivere sensazioni positive associate a momenti della vita, situazioni o prestazioni in cui si è sentita efficace
Valorizzazione delle risorse personali Dato che la ruminazione mette in luce ciò ceh non va, il supporto psicologico mira a spostare il focus sulle risorse e qualità che la persona è in grado di esprimere



Tanto per fare un esempio, queste tecniche sono molto utilizzate in ambito sportivo nell'allenamento mentale, strumento importantissimo per favorire la performance in atleti particolarmente soggetti a dialoghi interni negativi.



Dr Fabio Ciuffini
Psicologo
Albo Psicologi Regione Toscana n°4521
Tel. 320-0298136
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