L'Autostima e la ricerca di una migliore considerazione di se stessi

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Cos'è l'autostima? Si tratta di un'entità misurabile? Di un valore immutabile? Oppure è possibile intervenire sulla sua qualità globale?

L'Autostima viene definita come la considerazione che un individuo ha di se stesso.
Essa si manifesta attraverso un processo di autovalutazione che può essere sottodimensionato (svalutazione) oppure sovradimensionato (sopravvalutazione).

L'autostima è l'esito di un processo che si sviluppa nel tempo e che acquisisce la principale sembianza e direzione durante l'età evolutiva. Nonostante approcci di tipo psicodinamico, cognitivistico, umanistico o sociale focalizzino l'attenzione su aspetti diversi del concetto di autostima, il comune denominatore è comunque correlato all'amore ed alla considerazione che il bambino riceve fin dalla nascita, in grado poi di veicolare, in modo più o meno funzionale, un processo autorealizzativo.

L'autorealizzazione e quindi l'attualizzazione di un desiderio e bisogno di autonomia, indipendenza e quindi di autovalutazione positiva, ha quindi in ciascuno di noi una sorta di "punto di inizio", descritto anche come "livello di base" che tuttavia può essere ampiamente migliorato nel corso del tempo e reso quindi più funzionale al progetto di vita di ciascuno di noi.

Ciò che determina e favorisce il cambiamento del livello di autostima è legato sia a fattori esterni ed ambientali (la famiglia, lo stile educativo, l'affettività ricevuta, la possibilità di mettere in pratica una propria autonomia e una ricerca della identità personale) ma anche da fattori più espressamente interni riconducibili alla ristrutturazione del tipo di atteggiamento che la persona ha nei confronti del mondo ed alle azioni necessarie e personali finalizzate a dare loro una nuova direzione. Necessario, a tale scopo, è un processo di rilevazione ed "illuminazione" delle risorse, spesso nascoste dietro l'ombra del malessere, taciute e silenti.

La creazione di programmi in cui poter progettare il raggiungimento di obiettivi progressivi, concreti e misurabili (focalizzando l'attenzione sul grado di motivazione personale a raggiungere una considerazione positiva di sé), è un passaggio importante che può ristrutturare il modo di interfacciarsi al mondo esterno ma anche a se stessi.

La distorsione dell'immagine complessiva che una persona ha di se stessa, è, tra l'altro, frequentemente frutto della vaghezza dei principi utilizzati per misurare il proprio valore (il successo, la bellezza, la ricchezza, la competenza etc..) il che induce a distorcere, nel bene o nel male, il giudizio espresso nei confronti della propria persona.


L'obiettivo, in estrema sintesi, è raggiungibile, indipendentemente dal livello di partenza, purché sia presente una concreta motivazione. 

Se non è possibile intervenire su ciò che è immutabile (ad esempio un comportamento troppo coercitivo ed inibente dei genitori durante l'infanzia), è tuttavia plausibile ritenere che si possa agire sul proprio comportamento ed atteggiamento, sulla motivazione personale, sull'uscita da un pensiero ruminante ad uno di tipo riflessivosulle risorse individuali.

Esse, sì, certamente modificabili e potenziabili.




Dr Fabio Ciuffini
Psicologo 
Albo Regione Toscana
ciuffinifabio@gmail.com
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