Altruista? Egoista!

Altruista? Egoista!

Uno dei dilemmi più interessanti della Psicologia, almeno dal punto di vista di chi scrive, ruota attorno al tema dell'altruismo, ed in particolare al fatto che esso sia una forma di pura dedizione verso l'altro, oppure una "costruttiva" forma di egoismo.

Perché le persone sono altruiste? Per amore del prossimo? per volontà pura di donare una parte di sé agli altri? Oppure la persona altruista altro non è altro che un "benevolo impostore" che fa del bene agli altri solo per gratificazione personale?

Insomma l'altruismo è egoistico?

Lo spunto su questo argomento mi è stato fornito da un recente contributo in tema di promesse, nel quale alcuni studiosi si sono chiesti se superare una promessa fatta, non solo mantenendola, bensì andando "oltre" la parola data ottenga una gratificazione direttamente proporzionale all'impegno profuso.

Insomma se facciamo più di quello che promettiamo, ci ringraziano di più che se ci limitassimo a mantenere un impegno preso? 

La risposta è no. In pratica, i ricercatori, attraverso una serie di prove pubblicate sul Social Psychological and Personality Science, hanno dimostrato come essendo molto alto il valore che viene attribuito al mantenimento di una promessa in termini di serietà, affidabilità, fiducia e gratitudine, qualunque superamento risulti pressoché inutile.

Un dato che in effetti incuriosisce molto se spostiamo questi dati sul tema dell'altruismo. Se è vero che dare di più, dare tutto, andare oltre ciò che una persona si attende da noi non ottiene poi quel granché in termini di ricompensa emotiva, perché le persone altruiste tendono a fare sempre del proprio meglio per gli altri?

Insomma, se lo facessero per egoismo, probabilmente non ne otterrebbero grande soddisfazione personale oltre il lecito, per cui è facilmente deducibile il fatto che è proprio l'atto in se stesso di fare del bene agli altri che motiva la persona.

Tuttavia, alcuni studi in ambito della Psicologa sociale hanno storicamente dimostrato come le persone che si dichiarano altruiste per puro egoismo, ovvero per star bene con se stesse, sono sostanzialmente efficienti almeno quanto coloro che si dichiarano altruiste per amore del prossimo, soprattutto dopo una valutazione in termini di costi-benefici in relazione all'atto di aiuto da compiere.

L'altruismo, tuttavia, viene normalmente definito come una "condotta che promuove la cura degli altri e che può spingersi fino al sacrificio di Sé", anche a seguito dell'elevata approvazione sociale del gesto altruistico (Teoria dell'apprendimento sociale di Bandura).

Secondo il Modello del sollievo dallo stato d'animo negativo (Schaller e Cialdini, 2008), l'altruismo mira però anche a ridurre un disagio derivante dal vedere una persona in difficoltà, mentre la cosiddetta Teoria dell'empatia (Bateson et al., 1981) sottolinea come il sacrificio di sé avvenga indipendentemente dalla ricompensa, grazie al fatto che l'altruista riesce ad "immedesimarsi" nella situazione di difficoltà altrui, preoccupandosene.

Tutti i modelli che hanno trattato il tema dell'Altruismo sembrano tuttavia concordare nel fatto che esso sia influenzato, in maniera maggiore o minore in base alla soggettività e personalità, da fattori riconducibili al vissuto emotivo di colui che aiuta gli altri.

Insomma,  l'Altruismo è una forma necessaria di egoismo?



Dr Fabio Ciuffini
Psicologo a Prato, Altopascio e zone limitrofe (Lucca, Montecatini).
Consulenza Psicologica per adulti.
Psicologia Sport e Lavoro Albo Psicologi Regione Toscana n°4521
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