La differenza tra Risentimento e Rancore



Che differenza c'è tra il rancore ed il risentimento?

Con il termine Rancore si indica infatti ostilità nei confronti di colui che viene ritenuto responsabile di un comportamento frustrante o offensivo di alcuni bisogni fondamentali alla propria realizzazione. Il rancore può manifestarsi anche a seguito di tradimenti affettivi, ad esempio un abbandono prolungato o addirittura la morte che può generare rancore inconscio nei confronti di colui che se n'è andato.

Se comunemente troviamo nella definizione di rancore l'espressione "risentimento nei confronti di qualcuno a seguito di un'offesa o un torto", da un punto di vista psicologico c'è una differenza sostanziale tra i due concetti dato che mentre il rancore può prevedere la capacità e la possibilità di agire in modo aggressivo nei confronti dell'esterno per reazione, il risentimento è invece maggiormente correlato con il senso di impotenza.

Con il termine Risentimento infatti si indica avversione e odio nei confronti di tutto ciò che non si può avere rendendo vano qualunque tentativo di ritorsione.

Se il rancore può infatti tradursi in un atto ipoteticamente vendicativo, la ritorsione può determinare la traduzione dell'aggressività e del senso di frustrazione in  valori individuali che portino il tentativo di riscatto su un piano ideale ed immaginario.

A tal proposito Nietzsche distingue sottilmente tra un torto subito ed un torto agito affermando che:

È stolto il far torto. Il torto nostro, quello che abbiamo arrecato, è più pesante da portare del torto altrui, […] bisognerebbe guardarsi dal far torto più ancora che dal subirlo: quest'ultima cosa ha infatti il conforto della buona coscienza, della speranza in una vendetta, nella compassione e nel consenso dei giusti, anzi dell'intera società, che teme chi compie il male. — Non sono pochi gli uomini versati in quel sudicio raggiro di sé stessi consistente nel volgere il proprio torto in torto altrui, […] per potere in tal modo portare molto più facilmente il proprio peso (Wikipedia)
Nel consenso dei giusti può nascondersi dunque il seme dell'idealizzazione di un valore  (ad esempio la solidarietà reciproca) come accadeva secondo lo stesso Nietzsche agli schiavi, i quali dal loro stesso senso di impotenza, trovavano la via per la creazione di valori comuni.

La dinamica di quello che Nietzche definisce Ressentiment è alla base di molte identità di gruppo.


Dr Fabio Ciuffini
Psicologo
ciuffinifabio@gmail.com

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
PSICOLOGIA, U.Galimberti, Garzanti 2007



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