La Scuola ed i genitori Separati: Comunicazione, diritti e doveri


Un Focus sul rapporto tra Scuola e papà separati. Una breve indagine ed alcune considerazioni applicative e di principio

LA PREMESSA

Sul Sito del Ministero dell'Istruzione si legge chiaramente che:

"Per l’iscrizione di minore con genitori separati e per l’esercizio della potestà genitoriale in caso di disaccordo tra i genitori, si applicano le disposizioni recate dalla legge 8.02.2006, n. 54: "La potesta genitoriale e esercitata da entrambi i genitori. Le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all’istruzione, all’educazione e alla salute sono assunte di comune accordo tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e selle aspirazioni dei figli. In caso di disaccordo la decisione e rimessa al giudice. Limitatamente alle decisioni su questioni di ordinaria amministrazione, il giudice può stabilire che esercitino la potestà separatamente".

Le insegnanti ed il contesto scolastico in generale rappresentano un punto di riferimento fondamentale sia per i bambini (che la vivono come una delle poche certezze della propria giovane vita), ma anche per i genitori separati che, attraverso di essa, hanno modo di monitorare costantemente il comportamento dei proprio figlio anche da un punto di vista relazionale rilevando eventuali criticità su cui sia necessario intervenire, al fine di promuovere il suo benessere psicologico e sociale.

La scuola, tuttavia, è anche un'istituzione con delle regole ben precise che assume su di sé grandissima responsabilità, anche in questi casi, nella gestione di quelle pratiche quotidiane che in situazioni di famiglie stabili non costituiscono motivo di preoccupazione alcuna, ma che in realtà familiari disgregate possono invece essere elette a reale problematica.

Le comunicazioni scolastiche, il ritiro dei figli a scuola, i colloqui con le insegnanti, le pagelle sono, ad esempio, tematiche piuttosto delicate, la cui gestione richiede una preparazione a 360° con formazione ed informazione sulle corrette modalità di gestione di questo tipo di situazioni cercando di fornire servizi che garantiscano anche ai genitori la possibilità (oltre al dovere) di restare informati su quanto realizzato e compiuto dai figli durante il periodo scolastico.

A questo scopo, e con l'obiettivo di stimolare la discussione sul tema, ho cercato di raccogliere alcune indicazioni in relazione al ruolo che i padri separati hanno nella gestione dell'attività scolastica, analizzando e rilevando criticità e sane proposte che giriamo volentieri a coloro che sono interessati a questa tematica, in particolare istituzioniinsegnanti, scuole, distretti scolastici ed associazioni di genitori separati.

Quello che emerge innanzitutto ascoltando i padri separati è la necessità che il ruolo di Padre venga maggiormente coinvolto nelle attività della scuola.

Va tenuto presente che la richiesta fondamentale è proprio quella relativa alla necessità di agevolare il flusso comunicativo con la scuola, percepito spesso come carente ed unilaterale a tal punto che molti padri non sono messi a conoscenza delle attività, della assenze e del rendimento del proprio figlio, costringendoli ad attivarsi con insistenza per reperire informazioni ritenute certamente molto importanti nella gestione del rapporto con un figlio.
Quando si parla di comunicazione ci si riferisce alla possibilità ed alla necessità che il Padre (affidatario o no) sia sempre al corrente dell'attività dei propri bambini nella scuola anche mediante l'introduzione stabile e universalmente adoperata di doppie obbligatorie comunicazioni scolastiche ad entrambi i genitori, anche con obbligo di firma e restituzione.

In questo senso, data la presenza di casi familiari in cui la distanza geografica tra padre e figlio non è irrilevante, si rende opportuno l'impiego della tecnologia, ad esempio utilizzando comunicazioni di carattere telefonico o multimediale semplice come la mail o l'sms, o più complesse (come la realizzazione di applicazioni per smartphone con cui la scuola comunichi tutto ciò che accade a scuola ai genitori e con cadenza pressoché quotidiana).

Va da sé, infatti, che le comunicazioni di carattere cartaceo inserite sui diari dei bambini, affisse sul portone principale della classe o della scuola o riferite addirittura a voce, difficilmente riescono ad arrivare ai padri separati, (soprattutto quelli che abitano lontano) che, laddove la conflittualità o il dialogo con l'ex-partner non consenta un flusso comunicativo rapido, possono restare anche completamente all'oscuro di tutto.

La questione relativa a quali siano le attività di maggiore interesse stabilite dalla legge per le quali è necessaria la condivisione delle decisioni genitoriali (ad esempio il cambio di scuola), non contempla infatti molte delle attività che molti genitori reputano comunque importanti da un punto di vista educativo (assenze, giustificazioni, rendimenti scolastici quotidiani, gite, attività sportive scolastiche etc.).

Del resto è stato lo stesso Consiglio di Stato a statuire che “la pretesa del padre di avere notizie sul profitto, inserimento scolastico ed impegno dei due figli, sugli istituti di iscrizione, nonché di disporre delle relative risultanze documentali si collega, quindi, in via astratta all’autonoma potestà del genitore non affidatario - il cui esercizio è qualificato dall’art. 155 per di più come doveroso - di vigilare sui livelli di istruzione e di apprendimento dei figli (..)Consiglio di Stato – Sez. VI – Sent. 13/11/2007 n. 5825 

COSA HANNO FATTO LE REGIONI

Se è vero che in alcune regioni italiane come ad esempio  l'Emilia Romagna ed il Trentino Alto-Adige si è mosso qualcosa da questo punto di vista ( ad esempio con la necessità di un Patto Educativo di Corresponsabilità, con l'introduzione della Doppia Pagella o con circolari di sensibilizzazione da parte del Dipartimento all'Istruzione della Provincia di Trento sul tema su indicazione del Garante dei minori), certo è che non c'è ancora una regolamentazione universale e chiara che dia indicazioni non solo teoriche ma anche applicative e pratiche su come la scuola possa garantire un certo tipo di comunicazione lasciando all'iniziativa dei singoli istituti la gestione delle varie metodologie.

Esistono tuttavia esempi in cui vengono fornite delle direttive in proposito raccolte in documenti facilmente reperibili sui motori di ricerca e di cui il seguente è un esempio:


ALTRI ASPETTI IMPORTANTI

Un punto nodale è costituito senza dubbio dalla necessità che vengano organizzati incontri periodici con maggior frequenza e sostanzialmente di tipo paritetico nei modi e nei tempi. Un'esigenza piuttosto rilevante è infatti da ricondurre alla necessità che sia possibile instaurare un rapporto con le insegnanti tale che possa essere fattivamente realizzato un monitoraggio dello stato di benessere psicologico dei bambini attivando anche un confronto continuo che miri a dare la possibilità di instaurare una collaborazione reciproca e continuativa nel tempo con eventuali azioni cooperative di intervento in caso di problematiche.

Un tema sentito per quel che concerne alcuni aspetti della quotidianità è relativo al permesso di ritiro dei figli a scuola, in particolare in relazione alla necessità che la scuola raccolga su un documento firmato da tutti e due i genitori i nominativi delle persone autorizzate a prendere i bambini.

Oltre a genitori stessi, nonni e zii, non sono infrequenti i casi in cui siano anche i nuovi compagni o compagne dei genitori a svolgere questa funzionare (seppur occasionalmente). Una situazione che anche in tema di responsabilità genitoriale ha bisogno di essere meglio chiarita.

Nel documento di cui sopra, ad esempio, è chiaramente riportato che
Resta inteso che il prelievo effettuato da chiunque senza delega non è consentito. (In caso di necessità il genitore dovrà per lo meno telefonare a scuola e rilasciare un consenso al prelievo effettuato da altri es. il convivente).

OBBLIGHI DEI GENITORI

Naturalmente anche i genitori hanno degli obblighi nei confronti della scuola, in particolare per quanto concerne la necessità che essa sia informata adeguatamente (e con documentazione scritta) circa la situazione familiare in essere.

A tale proposito una circolare dell'Agosto del 2011 da parte dell'Ufficio scolastico regionale per l'Umbria si evidenzia quanto segue:


"Le circolari ministeriali sulle iscrizioni degli alunni negli ultimi anni (vedi la più recente n. 101 del 30 dicembre 2010 valida per l’a.s. 2011/2012) prevedono un richiamo alla legge n. 54 dell’8/02/2006 la quale modifica l’art. 155 del c.c. e afferma che la potestà genitoriale è esercitata da entrambi i genitori. e che le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all'istruzione, all'educazione e alla salute sono assunte di comune accordo e in caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice.

Al momento dell'iscrizione dei figli i genitori divorziati o separati sono tenuti a comunicare formalmente alla scuola il loro stato e a produrre uno stralcio della sentenza di separazione, in particolare la parte in cui sono espresse le condizioni poste dal giudice del Tribunale ai genitori in rapporto ai figli".

Anche in questo caso, tuttavia si applicano precisazioni importanti per cui:

"In calce al modello di domanda allegata alla C.M. sulle iscrizioni sopracitata, è previsto che i genitori debbano dichiarare se concordano che la scuola effettui le comunicazioni più rilevanti, tra cui quelle relative alla valutazione, ad entrambi i genitori o soltanto all’affidatario.

Nel caso di richiesta di rilascio del nulla-osta per l’iscrizione ad altra scuola, la stessa dovrà essere sottoscritta da entrambi i genitori.


Solo nel caso in cui il giudice abbia stabilito che un genitore è decaduto dalla potestà genitoriale, conseguentemente decade da qualunque diritto-dovere nei confronti dell’educazione dei figli.http://istruzione.umbria.it/id.asp?id=1814"


CONCLUSIONI

Nonostante l'esigenza di creare flussi comunicativi e direttive chiare sulle modalità di gestione dei rapporti tra scuola e genitori separati sia emersa nel tempo in modo evidente, sembrano esistere tuttavia ancora molte difficoltà nella realizzazione di protocolli standardizzati e validi che garantiscano il rispetto delle indicazioni che la Legge sull'Affido condiviso ha evidentemente delineato anche su questo tema.

L'esigenza da parte soprattutto di genitori di fatto non collocatari di poter partecipare alla vita scolastica dei propri figli, sia nei doveri ma anche nei diritti, andrebbe evidentemente valutata in modo più diretto rendendo organico un intervento su scala nazionale che pare ancora delegato a iniziative locali e spesso non coordinate.

L'improvvisazione di procedure e strumenti (che comunque indica una volontà da parte della scuola di risolvere questo problema) dovrebbe infatti essere progressivamente sostituito da interventi mirati e solidi, che restituiscano anche ad entrambi i genitori la possibilità di sapere sempre cosa fanno i bambini a scuola con regolarità e certezza.

Quando si parla di bigenitorialità non va dimenticato certamente anche questo delicato aspetto.

Dr Fabio Ciuffini
Psicologo



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