Tra aspettative e frustrazioni: Il desiderio di ricongiungimento familiare

Tra aspettative e frustrazioni: Il desiderio di ricongiungimento familiare

La gestione di una separazione è certamente molto più semplice quando un padre ed una madre separati collaborano attivamente affinché la quotidianità dei figli sia più lineare possibile, nonostante tutto.

La letteratura psicologica si occupa in via preferenziale di situazioni in cui tra gli ex-coniugi permangono dinamiche conflittuali focalizzando l'attenzione su interventi supportivi finalizzati a ridurre la tensione in atto e la destabilizzazione cui sono sottoposti i bambini.


Meno analizzate sono invece le dinamiche relative ai casi in cui le separazioni non risultano particolarmente turbolente e gli ex coniugi mantengono una collaborazione fattiva positiva, in cui il confronto e l'aiuto reciproco nella gestione dei figli è tangibile e quotidiana.
Se questo tipo di quadro è ovviamente sempre ben auspicabile, va anche sottolineato come esso non sia del tutto esente da alcune criticità legate alle aspettative dei bambini circa un possibile ricongiungimento familiare.


Se in talune circostanze tale desiderio può emergere verbalmente attraverso richieste dirette, in altri casi queste esigenze trovano manifestazione in comportamenti ed atteggiamenti che devono essere interpretati ed affrontati adeguatamente, cercando di far chiarezza sui confini e la realtà del rapporto in atto.  

Esempi in questo senso potrebbero essere ricondotti a difficoltà ad addormentarsi senza la presenza di entrambi i genitori, oppure sotto forma di ripetute (e dolorose) suppliche di poter cenare insieme a mamma e papà con maggior frequenza,  presentando stati ansiosi che vengono temporaneamente ridotti solo quando le esigenze vengono integralmente soddisfatte.

Questo tipo di situazione genera naturalmente dinamiche relazionali in cui il senso di colpa genitoriale trova ampio terreno fertile determinando una certa remissività rispetto alle istanze dei figli, attuata inconsapevolmente allo scopo di ridurre la forza e l'intensità del proprio dolore rispetto allo stato d'animo dei bambini.

Il risultato di tali circostanze si evidenzia nella creazione di legami dai confini ambigui, in cui pur non sussistendo più i presupposti emotivi e sentimentali per riallacciare un rapporto di tipo coniugale, la relazione assume contorni che, di fatto, impediscono ad entrambi i genitori da un lato di maturare i nuovi equilibri propri della "coppia genitoriale", dall'altro di creare nuove condizioni utili alla ricostruzione della propria vita sentimentale (spesso necessaria a ripristinare un benessere psicologico complessivo in adulti separati).

In questo senso è opportuno che ai figli, pur con collaborazione ed equilibrio non vengano lanciati messaggi contraddittori che potrebbero far emergere aspettative di ricongiungimento familiare illusorie e molto dolorose, difficili poi da ricondurre ad un piano concreto di realtà.

L'intervento tempestivo (spesso attuato con una certa agitazione nella direzione dell'appagamento incondizionato di un desiderio manifestato da un figlio) senza che via sia una negoziazione tra ciò che è possibile fare e ciò che potrebbe non esserlo, impedisce ai bambini di avere occasioni concrete di elaborazione della situazione, esponendolo a costante frustrazione e senso di impotenza.

(articolo aggiornato)

Dr Fabio Ciuffini
Psicologo a Prato, Altopascio e zone limitrofe (Lucca, Montecatini).
Consulenza Psicologica per adulti. Psicologia Sport e Lavoro
Albo Psicologi Regione Toscana n°4521
Tel. 320-0298136

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