La profezia che si autoavvera: sono quello che mi dite essere

La "Profezia che si Autoavvera", è quel meccanismo per il quale se abbiamo la convinzione che una data situazione porterà ad un certo esito, inizieremo a comportarci in modo tale da confermarla.
Più riteniamo vera un'idea, una convinzione, o probabile un avvenimento, più ci attiveremo anche da un punto di vista comunicativo affinché le nostre teorie e supposizioni trovino riscontro.

Questo meccanismo viene attuato frequentemente da parte dei genitori nei confronti dei bambini, verso i quali questo tipo di comunicazione è particolarmente incisiva, dato che nella maturazione delle loro competenze emotive, il linguaggio ed il dialogo con le figure di riferimento sono molto importanti. Studi scientifici dimostrano infatti,  che nella fascia di età compresa tra i 2 ed i 5 anni, un bambino inizia a riferirsi verbalmente agli stati d'animo ed alle emozioni con frequenza molto simile a quella della madre.

Attraverso la profezia che si autoavvera, gli adulti sono in grado di appropriarsi degli stadi d'animo del bambino, portandolo ad innescare un meccanismo per il quale egli stesso riuscirà a convincersi di quello che gli viene detto, comportandosi poi di conseguenza.

Se un figlio viene etichettato pubblicamente come maleducato ed irrispettoso, ciò comporterà il rischio che inizi ad assumere atteggiamenti che confermino la descrizione che ne viene fatta. Stessa cosa se la sua apparente timidezza viene incoraggiata indirettamente da continui rinforzi che lo convinceranno ad essere piuttosto restio a stare con i coetanei o ad affrontare momenti di socializzazione.

Naturalmente ciò vale anche per gli adulti: se ritengono di non essere capaci di superare delle difficoltà, di essere poco apprezzati, rifiutati, incompresi, metteranno in atto una serie di comportamenti tesi a confermare i loro convincimenti, dando vita al cosiddetto "Autoinganno", per il quale, come affermava Watzlawick, se una persona si impedisce di osservare i fenomeni in modo obiettivo, insistendo nel vederli soltanto come vuole, allora le sue opinioni ed i suoi comportamenti ad esse conseguenti, non potranno che essere orientati a confermare le sue prospettive sulle cose.

Se tuttavia la psiche è così capace di autoingannarsi, è possibile ipotizzare l'utilizzo dell'autoinganno in modo costruttivo.

Parafrasando Watzlawick, se un bambino si convincerà di essere simpatico, amorevole e socievole, potrà entrare in contatto con gli altri con un bel sorriso e con un atteggiamento propositivo. Se al contrario i suoi sentimenti saranno stati manipolati e la sua fantasia "rubata" stimolando un autoinganno permanente (per cui penserà di essere odiato, antipatico, timido e aggressivo, oppure di odiare o di non voler stare in compagnia con specifiche persone), entrerà in atto il meccanismo della profezia che si autoavvera, portandolo ad assumere comportamenti ostili.

Se i suoi sentimenti vengono stimolati e connotati positivamente con messaggi di incoraggiamento, senza la pretesa di divenire padroni dei suoi sentimenti, ciò agevolerà una suo atteggiamento favorevole nei confronti delle esperienze.



Dr Fabio Ciuffini,Psicologo a Prato, Altopascio e zone limitrofe (Lucca, Montecatini).
Consulenza Psicologica per adulti. Psicologia Sport e Lavoro
Albo Psicologi Regione Toscana n°4521
Tel. 320-0298136


Watzlawick, P. (1976). How real is real? Confusion disinformation, communication. New York: Random House (trad. it La realtà della realtà, comunicazione, disinformazione, confusione, Astrolabio, Roma, 1976

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