Adolescenza e adattamento familiare: la "doppia velocità".


Adolescenza e adattamento familiare: la "doppia velocità"

Quando un figlio entra nella difficile fase dell'adolescenza, molti genitori sembrano ritrovarsi improvvisamente nel panico, a causa della percezione di una certa incapacità di relazionarsi con lui,  inondato come sembra da sentimenti di ribellione e di trasgressione.

Come è possibile gestire la situazione senza rischiare di danneggiare i legami familiari?

Quando i figli sono piccoli, molti genitori sono abituati ad utilizzare due formule principali per intervenire davanti alla trasgressione delle regole, ossia il rimprovero e l'utilizzo di rinforzi positivi o negativi mirati a ridurre gli "errori".


Quando i rimproveri diventano sistematici ed eccedono anche nelle modalità con cui vengono attuati (urla, interventi continui e richiami all'ordine costanti) essi rischiano però di limitare la libertà di un pre-adolescente, rinchiuso in una sorta di gabbia in cui non ha mai modo di sperimentare l'ambiente che lo circonda, esponendolo tra l'altro al cosiddetto criticismo genitoriale ed alle sue conseguenze.
Un bambino piccolo ha evidentemente necessità che i genitori cerchino di delineare per lui una strada da seguire, che è fatta di principi basilari dell'educazione e del comportamento, senza tuttavia rischiare di ritrovarsi in un percorso troppo stretto che lo blocchi.

La seconda strategia, quella dei premi e delle punizioni, è funzionale fino al momento in cui il bambino dà valore al premio. Un giocattolo regalato per un bel compito fatto a scuola viene percepito come interessante di per se stesso. Ossia il dono ricevuto, in realtà, non è così facilmente collegato al compito svolto, ma è gradevole di per sé, appunto.

Quando un figlio entra nella fase adolescenziale, il suo rapporto nei confronti del mondo e degli insegnamenti genitoriali varia notevolmente, a causa della sua necessità di acquisire autonomia, di differenziarsi e di sperimentare una prima forma di indipendenza. Un atteggiamento che va ben oltre il semplice piacere per un rinforzo od il dolore per una punizione. Dietro al premio, infatti, emergono significati ben più strutturati.

La richiesta di distacco tuttavia, è molto complessa sia per l'adolescente che per un genitore, in quanto è sostanzialmente ambivalente. Da un lato, infatti, un figlio sente la necessità di distinguersi ed esplorare il mondo con le proprie gambe, dall'altro esperisce il distacco dalla famiglia che comunque lo protegge.
I genitori, d'altro canto, sentono il desiderio di riconquistare anche una propria autonomia di coppia  spesso lasciata un po' da parte durante la crescita dei figli, ed analogamente percepiscono l'ansia del loro allontanamento dal nucleo familiare.

Questi stati d'animo, a tratti incompatibili, difficilmente vengono affrontati con maturità quando l'aggressività e la trasgressività dell'adolescente emergono con tutto il loro impeto, determinando che tutta l'energia genitoriale si concentri sul "recupero" del ragazzo piuttosto che sulla comprensione delle sue necessità tralasciando completamente la possibilità di manifestargli i propri punti di vista e sentimenti. 

Quel che manca è insomma un dialogo aperto sulle emozioni reciproche, che consenta anche agli adolescenti di capire quale sia l'origine del comportamento genitoriale, quali gli stati d'animo di genitori che si trovano spesso per la prima volta ad affrontare le esigenze di un figlio che cresce.

L'adolescenza è infatti un cambiamento per tutti e, lungi da essere una sorta di malattia come spesso viene etichettata e descritta, richiede un adattamento dell'intera famiglia ed una maturazione dei processi educativi che invece spesso permangono nella loro rigidità e ripetitività.

È da questa doppia velocità (quella della crescita e quella dell'adattamento dello stile genitoriale) che nascono frequentemente quelle incomprensioni che portano figli adolescenti a reagire con rabbia, convinti della incapacità di mamma e papà di rendersi empatici rispetto alle loro esigenze e vissuti.

Il dialogo, a partire da quello relativo alle emozioni, alle sensazioni e percezioni rispetto al cambiamento in atto, è ciò che garantisce un importante confronto e soprattutto un regolare e flessibile percorso comune della famiglia nella direzione della sua crescita complessiva.


Dr Fabio Ciuffini
Psicologo a Prato, Altopascio e zone limitrofe (Lucca, Montecatini).
Consulenza Psicologica per adulti. Psicologia Sport e Lavoro
Albo Psicologi Regione Toscana n°4521
Tel. 320-0298136

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